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redazione2016

Una città con te: ci vediamo il 1 dicembre

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Ci vediamo il 1 dicembre: ci troveremo a cena dalle 19 e per chi può alle 17 per fare il punto. Molte sono le cose di cui parlare!

Con noi ospiti che ci daranno indicazioni su nuovi approcci alla città, parleremo dell’associazione, delle attività da mettere in campo, della raccolta fondi e della necessaria organizzazione che dobbiamo darci per affrontare le sfide del prossimo anno, prima tra tutte, la seconda edizione del festival.

L’anno scorso di questi tempi abbiamo organizzato la prima edizione, l’edizione zero: il prossimo lo faremo febbraio 2018, ma è necessario mettere le basi per avviare l’organizzazione con gruppi di lavoro. 

Per confermare la propria presenza alla cena e per chi può all’incontro, vi chiediamo di scrivere una mail a unacittaconte@gmail.com così vi indicheremo luogo e modalità della cena e dell’incontro.

Una Città con te continua a lavorare per promuovere una nuova visione di città prosegue le sue attività grazie ad un gruppo di persone riunite da una comunanza di idee e di valori.

L’appennino è vicino. Un territorio in abbandono oppure un’opportunità?

By | Incontri | No Comments

FB_IMG_1498913386065Domenica 2 luglio ci troveremo dalle 10:00 per un trekking in Val di Zena, chiacchierando in cammino con Fabio Bonifacci, scrittore e sceneggiatore e Lamberto Monti, direttore del Museo dei Botroidi di Luigi Fantini.

L’appennino è vicino. Un territorio in abbandono oppure un’opportunità?

Da decenni l’appennino sta vivendo un progressivo spopolamento che si è maggiormente acuito negli ultimi anni, trasformandosi in vero e proprio abbandono.
Questa situazione rappresenta un costo dal punto di vista sociale ed economico e un pericolo in termini, per esempio, di dissesto idrogeologico.
L’appennino però rappresenta anche gran parte del nostro paese, con aree di immenso pregio ambientale, agricolo e produttivo.
Come far diventare la collina e la montagna una risorsa e magari una nuova frontiera?
Per riscoprire questo luogo occorre guardare e camminare con gli occhi aperti allo stupore della meraviglia a due passi da casa.

Il percorso sarà un trekking ad anello il cui punto di partenza è il borgo di Tazzola (Monte delle Formiche, Val di Zena).
Al termine della camminata, si visiterà il Museo dei Botroidi di Luigi Fantini e infine, per ritemprare il corpo, pic-nic sull’erba con pesche, albicocche e ciliegie appenniniche, oltre a biscotti fatti in casa e caffè offerti dal Museo dei Botroidi.

Se vuoi maggiori informazioni scrivi a unacittaconte@gmail.com

Cosa è la prossimità?

By | Incontri | No Comments

Sabato 13 maggio dalle 11:00 alle 13:00 a Ca’ Shin in via Cavaioni 1 Bologna, ci troveremo insieme a Roberta Paltrinieri e Ivano Ruscelli e alcuni protagonisti bolognesi, per parlare di economia di vicinato, di collaborazione e attivazione civica.

Cosa è la prossimità?
Chi se ne prende cura e quale importanza hanno le relazioni sociali? 


La capacità di organizzarsi e di creare sostenibilità concreta, di tessere relazioni, di curare gli spazi urbani  per aumentare il capitale sociale fanno di Bologna una città particolare.
Ma come rinnovare questa vocazione?
Quali sono le capacità potenziali della nostra città?
Chi deve fare cosa per non guardare al passato?

Al termine dell’incontro ci fermeremo per un pic-nic.
Al costo di 10€ saranno disponibili dei cestini per il pranzo all’aperto ma è necessario prenotare entro il 10 maggio scrivendo alla mail unacittaconte@gmail.com.

Come prosegue Una città con te?

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La comunità di Una Città con te continua a lavorare per promuovere una nuova visione di città: la comunità nata a dicembre 2015 in occasione delle elezioni amministrative bolognesi, prosegue le sue attività grazie ad un gruppo di persone riunite da una comunanza di idee e di valori. Siamo partiti dall’idea di riunire le tante persone interessate a partecipare attivamente alla creazione di un percorso comune e attraverso incontri e seguendo le rendicontazioni sul sito e via newsletter, ciascuno ha potuto condividere idee e proporre iniziative in modo aperto e trasparente e così prendere parte, in modo più o meno attivo.

Questo processo ha portato alla nascita di un gruppo di persone deciso a prendersi cura della comunità: si tratta di una comunità aperta verso un vero un nuovo spazio civico di confronto culturale e politico, libero e desideroso di fare.

E ora cosa accadrà?  Di cosa ci siamo occupati dopo il festival di dicembre che ha riunito 200 partecipanti?

I punti sui quali ci siamo confrontati sono due: la definizione degli obiettivi di Una città con te e la progettazione di un programma di attività e nuovi strumenti di comunicazione.

Il percorso dell’associazione partita con un piccolo gruppo agli inizi del 2016, ha fatto emergere l’esigenza di condividere un nuovo statuto che a breve sarà definito e condiviso
Parallelamente di cosa ci occuperemo?

Il cantiere è aperto e sono già pronte alcune proposte che coniugano voglia di stare insieme, esigenza di confrontarsi e approfondire argomenti sociali e di attualità, ideare progetti di vivibilità e inclusione.

Per chi volesse aggiungersi, la porta è sempre aperta: basta mandare una mail a unacittaconte@gmail.com.

Promettiamo genuinità, disponibilità al confronto, una mailing list interna e qualche cena!

Dai tavoli di discussione del festival

By | Incontri, Una città con te | No Comments

La giornata del 17 dicembre, nonostante fosse un sabato prima di Natale, è stata un crocevia di riflessioni alte e dense. Dopo la mattinata passata a confrontarsi sui diversi modelli di attivismo tra Bologna, Milano e Torino e il dibattito su Trump e Brexit, ci sono stati 3 incontri, conversazioni le avevamo chiamate, che meritano un resoconto.

Condotti da Lucilla Boschi, Leda Guidi, Giovanni Arata, Pierluigi Musarò, Elena Di Gioia, Paolo Martinelli e grazie alla presenza di Assessori e di Consiglieri del Comune di Bologna, di Presidenti di Quartiere, di Sindaci di Comuni dell’Area Metropolitana, con attivisti, imprenditori, accademici e semplici curiosi, gli incontri hanno messo al centro la ricerca di nuove modalità e nuovi strumenti per fare politica, declinata in tre tavoli di discussione -welfare, cultura e turismo, digitale- che, pur affrontando temi diversi, hanno evidenziato desideri comuni.

Innanzitutto, si è parlato della sostenibilità della politica intesa come ritorno economico diretto e indiretto. Si pensi ad esempio a un modello di welfare generativo in grado di creare processi virtuosi tali per cui le politiche sociali non rappresentino più un costo per il territorio, l’economia e la società nel suo insieme. Si può citare a questo proposito la scelta di trasversalità nel welfare del Comune di Bologna, anche integrando nel suo organico un disability manager con il compito di raccogliere le istanze dei cittadini disabili e delle loro famiglie, di attivare il lavoro in rete di tutti gli enti e i soggetti coinvolti per evitare ogni forma di discriminazione.

In questa stessa direzione vanno i nuovi modelli di progettazione culturale e turistica, che pensano il territorio non solo in termini di spazio fisico-naturale o di patrimonio storico-architettonico, ma come insieme di relazioni, di competenze e di risorse da mettere in rete. Bisogna sostenere queste reti come sta facendo ad esempio il festival IT.A.CÀ che promuove progetti di turismo sostenibile, volti a valorizzare il territorio senza privarlo della sua l’autenticità, che ne è l’attrattiva principale sia per turisti che per i futuri nuovi residenti.

Per quanto riguarda le politiche culturali è ora di dare il via a una discussione concreta sul ruolo che possono avere nell’incrementare l’attrattività di Bologna metropolitana agli occhi di turisti e residenti, presenti e potenziali.

Sul fronte dei servizi, la sostenibilità deve andare di pari passo con l’accessibilità e l’usabilità. Grazie alle nuove tecnologie è possibile e necessaria un’analisi accurata dell’offerta e dei comportamenti degli utenti per migliorare i processi già in essere e progettare nuove opportunità.

Un’altra esigenza emersa nei diversi tavoli è quella di lavorare in un’ottica di collaborazione circolare tra Pubblica Amministrazione, cittadini, terzo settore e mondo imprenditoriale.

Nel sociale ad esempio, abbiamo avuto modo di ascoltare la testimonianza dell’associazione Piazza dei Colori 21 che, nel quartiere San Donato-San Vitale, sta utilizzando la coprogettazione insieme ad altre associazioni e ai cittadini come strumento di valorizzazione territoriale: le attività interessano bambini e famiglie interculturali e vanno dal doposcuola gratuito a corsi di italiano per le mamme.

Non bisogna dimenticare inoltre che Bologna gode della presenza di uno dei migliori atenei a livello nazionale e internazionale: la comunità accademica va integrata nei processi di analisi e valutazione delle politiche, se vogliamo che queste siano efficaci. Un altro strumento è quello del codesign e dell’ascolto in fase di progettazione, ma anche l’istituzione di policies di base che regolino i rapporti con l’amministrazione pubblica, come potrebbe essere quella sui dati aperti.

Infine delle politiche incisive devono garantire l’inclusione e combattere l’isolamento delle fasce più deboli. Va ripensato ad esempio il welfare familiare, devono essere combattuti gli stereotipi e gli squilibri di genere, adottando misure come il congedo di paternità obbligatorio, già sperimentato in alcune aziende bolognesi come Archilabò e attualmente oggetto di un disegno di legge presentato in Senato, e sostenendo esperienze come quella di NETural Family, una community che promuove la conciliazione lavoro/famiglia e una nuova idea di genitorialità, paritaria e condivisa.

Anche sul fronte della fruizione culturale e dei servizi, è importante mappare tutti i bisogni, analizzare tutti i progetti in corso, in modo tale da tutelare anche le nicchie, in quanto il panorama degli utenti è variegato e in continua evoluzione.

A fare da sfondo a tutte le conversazioni c’è stata la necessità della trasversalità delle politiche, intesa nella sua dimensione spaziale metropolitana, diffusa ma integrata, e in senso settoriale. Quando si parla di coesione e benessere sociale non si può ignorare la forza dei fattori culturali per contribuire alla riduzione di disuguaglianze sociali ed educative e favorire la creazione di opportunità di sviluppo economico, come dimostra l’esperienza del Mercato Sonato portata avanti da Orchestra SenzaSpine. Allo stesso modo è importante lo stretto legame esistente tra progettazione culturale e attrattività del territorio, inteso in termini di marketing turistico tradizionale ma anche e soprattutto in termini di persone che lo vivono e lo attraversano. Oppure l’applicazione delle tecnologie alle politiche sociali: ne è un esempio il progetto Open Welfare con cui nel 2014 il Comune di Bologna, primo in Italia, ha rilasciato in modo accessibile i dati della rete dei servizi socio sanitari organizzati per target di utenza, genere e nazionalità, per promuovere un percorso di welfare comunitario.

 

Andare incontro alla complessità

By | Attività, Incontri | No Comments

Con 200 partecipanti, 1700 euro Euro raccolti per le Cucine Popolari , conversazioni e gruppi di lavoro intensi e partecipati, si è chiusa l’edizione zero di “Quale città con te“, un festival di relazioni come lo avevamo definito.

Ora possiamo dire senza timore che il processo verso un vero un nuovo spazio civico di confronto culturale e politico, libero e desideroso di fare, è avviato Ciò che da sempre ci siamo detti, ora lo abbiamo mantenuto: “Una città con te”, la comunità nata in occasione delle elezioni amministrative bolognesi, prosegue le sue attività grazie ad un gruppo di persone riunite da una comunanza di idee e di valori.

Al centro dei due giorni abbiamo messo le città, le relazioni e le forti trasformazioni sociali che stiamo attraversando: volevamo alzare il livello del confronto e per molti abbiamo mantenuto la promessa. 

Appena possibile manderemo i report dei gruppi di lavoro cercando di mettere in chiaro le prossime attività perché, se c’è una cosa che è emersa, è la voglia di continuare ad approfondire temi alti, a coltivare relazioni, ad andare incontro alla complessità.

Grazie davvero a tutte e tutti quelli che ci hanno messo il cuore e la faccia, ai relatori e a chi ha partecipato.

Una città con te, diamoci appuntamento

By | Incontri, Una città con te | No Comments

Ciao a tutte e tutti.

Vi scrivo per proporvi una data (16 e 17 dicembre) nella quale vederci, riprendere il filo e rendicontare le cose che ho fatto in questi mesi.

Prima di tutto un pensiero, sul quale rifletto da un po’ e che mi piacerebbe discutere con voi.

La morte della politica è ormai diventata un problema sociale. Guardiamo alle cose che succedono nel mondo: Trump ha vinto negli Stati Uniti, l’Inghilterra si prepara ad uscire dall’Europa, mentre il vecchio continente è bloccato tra la burocrazia dell’austerità e la manca di coraggio dei governi nazionali. Pochi giorni fa sono tornato da una missione in Libano e vi posso assicurare che in Medioriente non se la passano benissimo, anzi sono al centro di quella che potremmo drammaticamente definire una terza guerra mondiale che ha già generato milioni di profughi e rifugiati.

Non so voi, ma io sono preoccupato e molto.

Mi preoccupa soprattutto il fatto che da quando la politica è morta i politici sono tornati ad essere quelli che inseguono la paura e urlano più forte, invece che risolvere i conflitti e costruire le condizioni per una nuova speranza.

Dai campi profughi di Beirut, alle fabbriche del Wisconsin, dai villaggi del nord Inghilterra pro Brexit, ai quartieri delle città italiane, è il pensiero ‘democrazia uguale riscatto’ ad avere perso di credibilità.

Per il cambiamento si guarda altrove, alle armi, ai muri, alla segregazione, quando il voto ai democratici perde di significato per la vita reale delle persone. La storia ci insegna che sono questi i momenti nei quali non è il popolo a prevalere, ma la dittatura di chi ha già potere. Anche se a volte sono i ‘democratici del passato’ ad averla affossata con le loro lobby e la loro corruzione, la politica deve rinascere!

Non è più questione unicamente di destra contro sinistra, ma di popolo contro establishment. Quelli che parlavano di un 99% calpestati da un 1% avevano ragione, ma quale alternativa abbiamo saputo costruire per cambiare questo stato di cose?! Se abbiamo a cuore il futuro dei nostri figli, dobbiamo tramutare tutta la nostra rabbia, la nostra paura e la nostra frustrazione in un impegno nuovo per il bene comune. Io sono convinto che questa sia la direzione, anche se ancora non abbiamo capito come.

Proviamo ripartire da noi. Da Bologna, dalla difesa di quello che deve essere di tutti. Abbattiamo quello che oggi, invece, serve solamente a pochi. Fermiamo le vecchie abitudini, non ci arrendiamo alla ‘banalità del male’ di chi oggi ci vuole comprare con gli slogan, il sangue degli altri, le soluzioni troppo facili. Ritroviamoci. Impegnamoci e se non ci danno spazio, prendiamocelo. Io ci credo davvero che la migliore forma di resistenza sia comunque e sempre stata la capacità di creare, come hanno scritto molto bene Florence Aubenas e Miguel Benasayag ormai molti anni fa richiamando al bisogno di una ‘nuova radicalità’.

Diamoci appuntamento per farlo insieme a partire dalla nostra comunità.

A dicembre sarà un anno esatto dal nostro primo appuntamento, quando decidemmo di iniziare un percorso insieme per cambiare in meglio la nostra città. Tanti e tante si sono unite poi lungo il cammino fino ad arrivare alla vittoria elettorale e l’avvio del nuovo mandato, con anche la mia conferma in Giunta. Ora sento che le aspettative sono alte e che il lavoro da fare è tanto. Parlando con molti di voi ho sentito richiamare più volte il bisogno di confermare con energia e forza il progetto che abbiamo avviato, dandoci una migliore organizzazione. Se mancano i luoghi di confronto manca anche la condivisione e quindi manca l’ascolto.

In questi mesi mi sono concentrato sulle nuove deleghe affidatemi dal Sindaco, dedicandomi all’organizzazione del lavoro istituzionale. Ora è il momento di scambiarci informazioni e opinioni, perché l’obiettivo sia il più possibile condiviso. Tocca a noi.
Dobbiamo continuare a costruire momenti di confronto: per questo è nata Una città con te e per questo adesso dobbiamo proseguire, trovando una nuova organizzazione.
Una città con te, nata per trovare modelli per continuare a cambiare senza lasciare indietro nessuno, sente la necessità di tornare a lavorare in modo partecipato chiamando a raccolta la propria comunità e movimenti simili di altre città. Trovando nell’inclusione la via per continuare a crescere, per ampliare il senso di appartenenza nella cittadinanza, per creare un luogo di attuazione di un processo di consapevolezza e senso civico.

Per questi motivi e come promesso quest’estate vorremmo incontrarci tutti insieme il 16 e 17 dicembre.

Fissate la data. Vediamoci tutti insieme. Nei prossimi giorni seguirà una proposta di programma dettagliato.

L’idea è di partire venerdì 16 dicembre alle cucine popolari con interventi di alcuni ospiti per poi stare insieme per cena. Ci sono circa 100 posti: per esserci, basta scrivere a unacittaconte@gmail.com
Il sabato 17 dicembre invece sarà occasione per confrontarci con gli amici di Milano di InnovarexIncludere e di Torino di Next To, partendo dal documento che abbiamo presentato a giugno frutto dei gruppi di lavoro che abbiamo organizzato insieme.

Un abbraccio

Matteo Lepore
PS Parallelamente a queste attività di una città con te, vorrei invitarvi a due appuntamenti dell’Amministrazione Comunale che segnano l’avvio di un percorso a cui tengo molto e in cui ritroverete molte delle nostre riflessioni. Sarà mia cura condividere orari, luoghi e programma nella prossima newsletter ma per ora segnatevi le date:

    1.    il 1 dicembre ci troveremo per fare il punto di due anni di patti di collaborazione e lanciare il percorso verso l’Ufficio per l’Immaginazione Civica. Grazie a Bologna, nell’agenda nazionale sono entrati nuovi modelli di cura dei beni comuni.

2 . Il 15 dicembre, annunceremo i progetti per l’innovazione urbana di Bologna che verranno realizzati nel quinquennio 2016-2021.

Per finire, sul mio Blog https://matteolepore.it/ nei prossimi pubblicherò il racconto delle cose che ho fatto in questi primi mesi di mandato, mentre a questo link  potete leggere  le linee di mandato dell’Amminsitrazione per i prossimi  5 anni. Ritroverete alcune delle azioni che la Giunta e il Sindaco hanno previsto per il futuro della città

L’ascolto per essere dalla parte di Bologna

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Se c’è una cosa che contraddistingue Una città con te è il metodo che abbiamo adottato con ascolto e collaborazione come strumenti.

Per questo, sopratutto in questo momento di mobilitazione, pensiamo sia importante aprire un dialogo con tante e tanti che vogliono innescare qualcosa di nuovo.

Per questo, anche su proposta di parte della comunità, abbiamo creato questo piccolo sondaggio.

Questo il link.

Possiamo chiedervi di condividere questo articolo? E’ importante capire come proseguire e senza ascolto non può esserci una comunità che cresce.

Primo degli eletti grazie al lavoro che abbiamo fatto insieme

By | Una città con te | No Comments

Ora che tutte le sezioni elettorali sono state scrutinate, per prima cosa voglio ringraziare tutte le persone che ieri si sono recate ai seggi per votare. Il dato della partecipazione ci consegna una fotografia nuova di Bologna, una città che si esprime in modo democratico e libero, con la franchezza e la passione che contraddistingue gli abitanti di questa terra.

Matteo LeporeNei prossimi giorni sarà fondamentale analizzare bene i dati, zona per zona, tema per tema.

Per quanto mi riguarda, ho deciso a gennaio di dedicare la mia candidatura in Consiglio Comunale nella lista del Partito Democratico alla rendicontazione delle cose buone fatte dal Sindaco e dalla Giunta.

Un percorso dedicato soprattutto all’ascolto e al confronto, perché è questo il primo comandamento di un amministratore pubblico, a mio parere.

E’ stata una maratona durata 5 mesi, lungo la quale ho incontrato migliaia di persone, nei luoghi di lavoro, nei caseggiati popolari, dagli spazi più innovativi a quelli abbandonati. In molti hanno scelto di condividere con me un cammino, chiamato “Una città con te”.

Abbiamo avanzato proposte, indicato problemi, raccolto fondi per sostenere progetti e mettere in campo soluzioni. Mi sono dedicato anima e corpo a quello che credo oggi si debba fare, come ho più volte detto, cioè dimostrare che non sono i cittadini a doversi reinnamorare della politica, ma la politica a doversi reinnamorare di loro.

Devo dirlo, non sarei mai arrivato primo degli eletti in termini di preferenze senza il sostegno di tante e tanti volontari che si sono uniti a me. Siamo partiti da zero e abbiamo creato una cosa che prima non c’era, una comunità di persone che vogliono portare avanti Bologna senza lasciare nessuno indietro.

Dunque per me la strada intrapresa e che abbiamo davanti è chiara, non ci sono bivi da scegliere. Saremo al fianco di Virginio Merola per vincere il ballottaggio, con i nostri valori e il senso concreto della vita quotidiana delle persone.

Nei prossimi giorni avrò modo di esprimermi più compiutamente sul senso di questo voto.

Per ora grazie davvero a quanti hanno avuto fiducia in me e riconosciuto il lavoro svolto.

Matteo

Accessibilità e inclusione sono due parole chiave per Bologna: Lucilla Boschi

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Lucilla Boschi è una storica dell’arte, specializzata in intermedialità e beni culturali.

“Sono libero professionista; ho sviluppato nel tempo la mia competenza nella curatela di mostre ed eventi culturali e nella ricerca e creazione di contenuti, unendola alla convinzione che paesaggio umano e paesaggio culturale possano crescere e svilupparsi solo attraverso un reciproco arricchimento. Negli ultimi anni, mi sono dedicata all’accessibilità museale, intesa come prassi attraverso la quale creare nuovi pubblici e rendere i musei luoghi collaborativi”.

Cosa fai tu per Bologna?

Lucilla BoschiFaccio parte di quella “eletta schiera” di persone che a Bologna non ci è nata, ma ci è capitata quasi per caso. Vagabonda per natura, dopo tappe come le Marche, Roma e l’Appennino ligure sono arrivata a Bologna da un paio d’anni. Ho avuto così modo di scoprire una città che non avevo conosciuto nemmeno da studente, e di cominciare ad amarla, nelle sue luci e nelle sue ombre.
Insieme a Fabio Fornasari, ho creato Museo Tolomeo, il museo che nasce per raccontare la storia dell’istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna. Un luogo la cui storia ha un legame indissolubile con quella di Bologna, in cui si intrecciano parole di grande attualità ancora oggi, come innovazione, tecnologia, cultura.

All’inizio di questa storia, c’è un gruppo di giovani che decide di “non lasciare indietro” una categoria debole come quella dei non vedenti, partendo dalla convinzione che per rendere le persone autonome e indipendenti sia fondamentale la conoscenza.
Una storia purtroppo sconosciuta alla maggior parte dei bolognesi, e per questo ritengo importante che venga restituita alla città.

La stessa modalità di allestimento del Museo vorrebbe essere stimolo a un uso differente dei luoghi culturali, in cui ricordare che siamo tutti musei viventi, portatori di storie composite, tessere che unite tra loro hanno la potenzialità di ricomporre la Storia di un intero territorio.

Cosa Bologna può fare per te?

Negli ultimi anni il turismo a Bologna è cresciuto molto. Un percorso che penso abbia ancora strada da fare, senza dimenticare che turismo è anche sinergia tra tutte le valenze culturali del territorio. Questo significa considerare la cultura abilitatrice di comunità, portatrice di un immaginario che può aiutare a superare le barriere che spesso fanno restare fuori dalla porta tutte le fasce di “non” pubblici: coloro che restano “indietro” per difficoltà economiche, sociali, culturali o psico-fisiche che siano.

Accessibilità e inclusione sono dunque due parole chiave su cui mi piacerebbe che la città di Bologna investisse nuove energie.

C’è un punto o una proposta del programma che ti ha colpito? 

Non lasciare indietro nessuno: mi sembra un punto di vista fondamentale all’interno delle proposte di Una città con te.
Se a fine Ottocento chi creava l’istituto dei Ciechi Cavazza lo faceva sostenendo che attraverso la cultura si sarebbe conquistata l’autonomia e l’indipendenza, credo che questo potrebbe essere un principio valido ancora oggi per Bologna.
Uno sguardo di attenzione alla promozione del patrimonio culturale che passi anche attraverso l’innovazione tecnologica e il sostegno a una città sempre più inclusiva e accessibile sono, a mio avviso, due passaggi fondamentali per la crescita della comunità.