Bologna è più di una città: Linda Serra

By 3 giugno 2016interviste

Linda Serra, è CEO e Co-funder di una start-up di innovazione sociale.

Cosa fai tu per Bologna?

Mi occupo da anni di inclusione di genere attraverso le nuove tecnologie. Nel 2009 ho fondato qui a Bologna l’associazione Girl Geek Dinners Bologna che si è occupata di portare avanti progetti di inclusione e alfabetizzazione digitale in città in collaborazione con l’Agenda digitale e i quartieri. Oggi sono alla guida di Work Wide Women: start-up di che si occupa di formare le donne sui nuovi mestieri del web e delle nuove tecnologie. Il nostro obiettivo è diminuire la disoccupazione femminile attraverso l’inserimento delle donne nel settore ICT: unico a produrre incessantemente offerte di lavoro e ricchezza; ma ahimè settore ancora fortemente maschile sia in Italia che a livello globale.

Lavoriamo al fianco di grossi player come Google, Avanade Italia e US Department of State con i quali abbiamo sviluppato e continuiamo a produrre progetti importanti a livello nazionale e locale. Nell’ultimo anno, grazie all’update delle competenze, abbiamo ricollocato più di 20 donne disoccupate in aziende; su Bologna, come WWW abbiamo assunto 3 ragazze nel giro di un anno. Un piccolo traguardo che però mi riempie di orgoglio.

Cosa può fare per te Bologna?

Linda SerraBologna per me ha già fatto tanto.

Sono arrivata a Bologna 20 anni fa e da allora la mia vita è cambiata sempre in meglio. Proprio ieri ho conosciuto un ragazzo che dal Texas ha scelto di vivere a Bologna e di farne la propria casa e il proprio centro di business per la sua start-up. Parlando con lui e con una delle mie socie, siamo arrivati alla conclusione che in fondo, Bologna per noi bolognesi (soprattutto se acquisiti) è un po’ come il Texas per gli americani (The Great State Of Texas): più di una città; un posto unico in cui le persone scelgono di vivere e se ne innamorano pazzamente come me.

Bologna per me può creare un ambiente ancora più fertile allo sviluppo di progetti d’impresa che come il mio, hanno bisogno di strutture flessibili ed efficienti.

Servono misure che supportino maggiormente le giovani imprese nella crescita dei progetti, nella corsa al mercato estero e ne facilitino l’accesso al credito e ai capitali d’investimento. Serve creare un contesto in cui le diversità siano poste come elementi portanti del percorso di valorizzazione della città.

Bologna è una città unica, un posto in cui c’è un potenziale altissimo rispetto al resto d’Italia; credo che Bologna per me possa fare in modo di rendere essa stessa, un posto ancora più singolare e mi dia maggiori elementi per pensare ad essa come The Great City Of Bologna 😉

C’è una proposta di Una città con te che vorresti sottolineare?

Mi ha colpito la previsione di un Diversity Manager in Comune; credo che sia una misura in grado di portare la nostra città allo stesso livello delle maggiori città Europee.

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