Rigenerazione e competenze: Martina Lodi e il workshop del 9 aprile

Preseguendo con le interviste alla comunità di Una città con te, ecco Martina Lodi, 32 anni, project manager.

Cosa fai tu per Bologna?

Assieme a 4 amiche (prima che socie) ho dato vita a Ginger, una realtà che si occupa di crowdfunding territoriale: una piattaforma fatta di persone, prima che di bit, che dà una mano a chi vuole realizzare un progetto di impatto sul territorio. Lavoro anche con i fablab della regione e provo a fare da sponda al mondo maker in modo che possa contaminare, con la sua attitudine del fare e del ragionare fuori dagli schemi tradizionali, anche altri mondi. Questo sarà il mio contributo anche nel percorso di Una città con Te e le attività che posso portare a valore per la mia città.

 

Bedtime (4)La tua Bologna del futuro? Cosa può fare Bologna per te?

Le parole chiave di Bologna, che possono aprire la città al futuro a un approccio propositivo e costruttivo, sono: collaborazione e ri-generazione.

Mi piacerebbe vedere nella città un sistema aperto di scambio di conoscenze e di competenze, in continuo dialogo con i soggetti produttivi della città, dalle grandi e medie imprese alle piccole e piccolissime aziende artigiane.

Una città in cui i giovani crescono e imparano per costruire il proprio futuro in coerenza con il tessuto produttivo del territorio, che si anima di nuove competenze in un mercato del lavoro nuovo e stimolante.

Proprio su questi temi terrai un workshop all’interno del percorso “Una città con te”, ce lo descrivi?

Parleremo di Economia di vicinato, di formazione e di lavoro. L’obiettivo del tavolo di lavoro è quello di individuare il modello collaborativo e il disegno urbano per ri-generare la città, dalle periferie al centro, seguendo una visione condivisa di sviluppo territoriale che si basa su una nuova concezione di lavoro. La città deve essere il laboratorio e la palestra in cui praticano e si contaminano studenti e imprenditori, commercianti e pubblica amministrazione, associazioni culturali e istituzioni. La dimensione economica e quella sociale non possono essere su due piani diversi.

Partendo dall’economia di vicinato, la sfida è quella di capire come costruire un modello efficace che tenga insieme le azioni contro la desertificazione commerciale e il sostegno alle nuove opportunità di impresa, la mobilità sostenibile (di merci e persone) e i nuovi modelli di consumo.

Centrale nel processo di coesione sociale è la formazione.

Come ridurre drasticamente il numero dei NEET? Come dare una risposta efficace alle esigenze delle imprese di personale qualificato? Come recuperare i mestieri artigiani che stanno scomparendo? Come instaurare relazioni virtuose tra questi soggetti, usando luoghi nuovi e nuove competenze per rigenerare un sistema produttivo di eccellenze tradizionali e dare delle prospettive lavorative interessanti ai nostri giovani?

Ci vediamo il 9 Aprile, dalle 10,00 alle 13,00, al Circolo ARCI Millenium, via Riva Reno 77/A. Ci si può iscrivere qui.

 

 

 

 

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