Costellare il territorio di “incubatori” culturali: Pietro Floridia

By 4 giugno 2016interviste

Pietro Floridia, drammatugo e regista di teatro.

Cosa fai tu per Bologna?

Fondando i Cantieri Meticci ho cercato di attivare contesti dentro i quali la cultura serva a generare meticciato sociale. Moschee, centri di accoglienza, biblioteche, centri sociali possono diventare porte di accesso a percorsi culturali che mescolino italiani e migranti, che ne valorizzino i talenti spesso inconsapevoli, che generino pratiche e narrazioni con cui entrare in un rapporto significativo con la nostra città. Quello che più mi sta a cuore è che i ragazzi, specie quelli delle periferie che più rischiano di essere tagliati fuori da percorsi culturali ed artistici, possano invece intercettare “palestre” in cui coltivare il proprio talento, fino a diventare protagonisti della vita culturale bolognese.

Cosa può fare Bologna per te?

pietro floridiaInvestire nelle periferie, costellare il territorio di “incubatori” culturali ed artistici, farlo nell’ascolto, ovvero a partire dalle esigenze concrete di chi quei territori li abita e dai linguaggi che già maneggiano, non pensare le proprie proposte culturali ma contribuire a costruire dei soggetti culturali collettivi (che siano compagnie di quartiere o gruppi musicali o club di lettura o di cucina poco importa, l’importante è che siano delle “comunità di pratica”) che fungano da anelli intermedi tra i territori e le eccellenze culturali del centro-città.

C’è un passaggio delle proposte di Una città con te che ti ha colpito?

Un contesto dentro il quale ho trovato una quantità di talenti incredibili sono le scuole Aldini: davvero le seconde generazioni, spesso tanto neglette, artisticamente hanno una marcia in più, davvero hanno una voglia e un bisogno di riscatto enormi, e possono essere il ponte tra i migranti che continuano ad arrivare e i vecchi cittadini… e dunque, quando ho letto degli investimenti che avverranno alle Aldini, mi sono molto rallegrato. Possono diventare un epicentro di futuro e di mescolamento tra arte, istanze sociali, tecnologia e fare impresa davvero decisivo per il futuro della nostra città.

 

 

Leave a Reply