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GiulianaS

L’estate delle bambine e dei bambini

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I centri estivi dell’Emilia-Romagna potranno riaprire dall’8 giugno: ora è ufficiale. La vicepresidente con delega al Welfare Elly Schlein nel tardo pomeriggio di oggi ha spiegato che è stato definito il Protocollo operativo di viale Aldo Moro, “che vogliamo allargare alla fascia 0-3 anni. Senza indicazioni nazionali chiare – prosegue – daremo direttamente come Regione risposte a genitori e famiglie, che non possono più aspettare”. Schlein ribadisce dunque quanto il governatore Bonaccini aveva dichiarato nei giorni scorsi in un intervento a ‘Quante Storie’ su Rai 3: “Non possiamo lasciare la fascia 0-3 anni sguarnita di risposte fino a settembre”.

E, a proposito di settembre, la vicepresidente ha dato anche una risposta agli insegnanti e ai genitori che sabato mattina a Bologna, in contemporanea a quanto avvenuto in altre diciotto piazze italiane, erano scesi in piazza per chiedere alla politica un cambio di passo per quel che riguarda il mondo dell’istruzione: “si devono avere quanto prima indicazioni chiare sulla riapertura delle scuole – ha spiegato – perché ci si organizzi per tempo. Su questo, faremo tutto ciò che rientra nelle nostre competenze e vogliamo mettere a disposizione del Governo ogni conoscenza e capacità maturata in Emilia-Romagna: si tratta di un traguardo da non mancare”.

In effetti per il momento la sensazione è che sulla riapertura in sicurezza delle classi a settembre si navighi ancora a vista mentre sembra invece essersi quasi totalmente diradata la nebbia che fino alla scorsa settimana avvolgeva un altro fronte particolarmente caldo e per molti versi attiguo a quello scolastico: ovvero il fronte dei centri estivi per ragazzi.


Lo scorso 14 maggio Una Città Con Te aveva convocato un’assemblea pubblica, tramessa per ovvi motivi in streaming, alla quale avevano partecipato addetti ai lavori, famiglie e istituzioni per fare il punto sull’estate dei bambini e delle bambine in un momento nel quale ancora grande era la confusione sotto il cielo. 

In una diretta di due ore durante la quale hanno preso la parola 20 relatori moderati dal giornalista Federico Taddia, ci siamo confrontati con diverse realtà cittadine impegnate sul tema dell’infanzia e dell’educazione – tra le altre Cinnica, Bologna Bimbi, La scuola a scuola, Bimbiliberatutti, Diritto alla scuola – per iniziare a ripensare quei servizi per le famiglie che questa estate dovranno misurarsi con inediti standard di sicurezza.


LE LINEE GUIDA

Tra gli interventi più attesi sicuramente quello del’assessora comunale Susanna Zaccaria e della consigliera regionale Marilena Pillati che hanno confermato l’impegno delle istituzioni cittadine ed emiliano romagnole a garantire che nessun bambino o adolescente sia escluso dalla possibilità di vivere esperienze garantite e sicure al di fuori del contesto domestico.
Una chiara scelta politica che tuttavia era in quel momento ancora vincolata, a livello di concretizzazione pratica, all’approvazione delle linee di indirizzo governative che saranno pubblicate solo due giorni più tardi, il 16 maggio, e che in sintesi prevedono:

1) la riapertura regolamentata di parchi e giardini pubblici per la loro possibile frequentazione da parte di bambini anche di età inferiore ai 3 anni ed adolescenti con genitori o adulti familiari, anche non parenti;

2) la realizzazione di attività organizzate per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini, anche attraverso sperimentazioni innovative nell’orizzonte dell’outdoor education;

3) la realizzazione di progetti di attività ludico-ricreative – i centri estivi – per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari.


LA FASCIA 0-3 ANNI

Come qualsiasi genitore ha facilmente potuto notare il testo del Governo è ad oggi ancora manchevole per quel che riguarda la fascia 0-3 anni. Questo nodo appare per il momento ancora intricato a livello nazionale ma la linea della Regione Emilia-Romagna è abbastanza chiara: l’obiettivo è estendere il protocollo anche alla fascia dei bimbi più piccoli che non possono essere tagliati fuori dalle politiche educative per l’estate 2020.
In attesa di ulteriori aggiornamenti, che a quanto riferisce la vicepresidente Schlein potrebbero arrivare a brevissimo, per ora è comunque certo che a partire dall’8 giugno i centri estivi per i minori di età superiore ai 3 anni saranno progressivamente operativi, previa adozione di uno specifico protocollo regionale al quale dovranno rifarsi singoli Comuni e gestori.


L’ASSEMBLEA

Seguito da più di 12.000 utenti in diretta sulla nostra pagina Facebook, il dialogo che abbiamo cercato di instaurare tra cittadini e istituzioni a partire da uno dei temi più spinosi della Fase 2 – l’estate dei bamini e delle bambine – ha prodotto una discussione per noi molto preziosa nella chat di Zoom, l’applicazione che abbiamo usato per andare in onda.

Tra gli interventi che vogliamo citare perchè potrebbe essere molto utile per tutti tenerne traccia in vista dei prossimi mesi, quello di Gianluigi Grieco, dell’Associazione Più Europa Bologna, che propone di «organizzare sistemi di micro-trasporto collettivo (car pooling o associazioni del terzo settore), dei mini-gruppi di bambini che verranno gestiti nei centri estivi, in modo da evitare ai genitori di doversi spostare tutti per accompagnare solo il proprio figlio» e di «garantire adeguati test periodici (molecolari e sierologici) ai bambini e al personale». Nunzia Russo invece, psicomotricista e presidente di un’associazione che si occupa di servizi educativi, avverte che «va bene partire dai bisogni ma è necessario dare spazio e modo alle associazioni di concretizzare delle soluzioni» e ancora Maria Letizia Montalbano avanza l’idea di «unità territoriali multidisciplinari» composte da associazioni di quartiere ed esperti di ogni materia «per trovare capacità operative di tipo sistemico». Alberto D’Alessandro esprime d’altro canto la preoccupazione, che è la stessa di molti altri genitori e che giustamente deve poter trovare ascolto, per la sicurezza dei più piccoli in questo momento così delicato: «Chi può garantire la sicurezza dei nostri bimbi? Dubito che in tal senso qualcuno sarà disposto a prendersi delle responsabilità». 

Più in generale, ascoltando e leggendo i contributi delle tante famiglie che hanno partecipato all’assemblea di Una Città Con Te, abbiamo avvertito chiaramente un diffuso e primario bisogno di concretezza. Tra gli altri, lo hanno spiegato con maggiore chiarezza Nunzia Russo – «tutto bellissimo nelle idee, mi piacerebbe parlare però delle soluzioni al problema non sempre e solo del problema» – e Giorgio Dal Fiume – «mi aspettavo oggi di non fare il riassunto di quello che è accaduto».


Rispetto al 14 maggio, oggi possiamo dire che l’orizzonte di azione della politica appare senz’altro più delineato, anche se non dobbiamo dimenticare che il contesto nel quale per la prima volta tutti ci troviamo a dover operare rimane complesso e che sarà quindi necessario continuare a produrre uno sforzo collettivo e armonico per un superamento definitivo di tutti gli ostacoli che materialmente ancora si oppongono alla realizzazione di un’estate nella quale bambini, operatori e famiglie possano giocare, lavorare o accompagnare al nuovo anno scolastico i propri figli in serenità.

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A fine aprile consegneremo le nostre proposte al candidato Sindaco Virginio Merola, per poi proseguire oltre le elezioni ed essere nei prossimi anni una comunità attiva e impegnata a continuare a cambiare la città.

Matteo Lepore è il promotore di questo progetto insieme a tanti altri: persone spesso silenziose ma concrete, accomunate dal fatto che in questi anni hanno condiviso un agire, un sentire, progetti, iniziative che hanno contribuito a cambiare la città in meglio.

Una città con te nasce per rafforzare e condividere le capacità e le energie delle comunità. Vogliamo infatti unire i problemi alle soluzioni e continuare, spingendo assieme per il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, disseminando competenze e quanto di buono viene realizzato.

Insieme, applicheremo alla politica il metodo della collaborazione per la cura del bene comune.

Scarica la presentazione e ciò che puoi fare: Una città con te

Il crowdfunding per sostenere Una città con te

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Tutti potranno, in modo trasparente, donare e sostenere le attività, cioè:

  • il viaggio in città: una serie di incontri in città sulla città che cambia, un’inchiesta per il futuro di Bologna
  • gli incontri dei gruppi di lavoro sul programma;
  • il “Viaggio nelle competenze” sui nuovi modelli del lavoro per under 30;
  • gli eventi pubblici

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